Chelini, capogruppo della Nautica: Asse di penetrazione e insabbiamento del porto, il ritardo si può recuperare, l'Amministrazione stia con le imprese

n un  momento come l'attuale, per Viareggio essere il cuore del distretto nautico deve essere considerata una vera fortuna: i dati rilevati dal Centro Studi di Confindustria Toscana Nord mostrano, anche per il terzo trimestre dell'anno, una risalita consistente dell'attività rispetto al periodo precedente, livello di attività in crescita anche nel confronto con l'anno precedente (+3,1% tendenziale). La performance è sostenuta  soprattutto da ordini esteri il cui sviluppo prosegue lungo un trend in crescita in modo alterno. Buone pertanto le previsioni per un settore composto, nella sola Viareggio, di  700 imprese (compreso l'indotto) e 5mila addetti.
 
E' questo anche il momento in cui il Paese, prostrato, sta ridisegnando la propria politica industriale, anche grazie a quegli interventi capaci di sostenere le imprese e favorire la loro crescita e positivo posizionamento sui mercati mondiali. Ogni territorio, in  modo concentrico, deve indicare soluzioni possibili e che stavolta sarebbe gravissimo ignorare: come industria nautica chiediamo da troppo tempo   la realizzazione dell'Asse di Penetrazione ( per collegare il Porto di Viareggio alla variante Aurelia e, di conseguenza, all'uscita dell'autostrada) e  che venga risolto in maniera definitiva il problema dell'insabbiamento del porto di Viareggio, che non consente di accogliere le barche più grandi, permettendo le loro manovre. 
Stavolta chiediamo anche di più; ovvero che l'amministrazione locale sia convintamente al nostro fianco per favorire l'inserimento di  queste istanze fra i contributi che  la Regione Toscana porterà al Governo Nazionale, impegnato in questi giorni nella definizione del Piano Nazionale per la Ripresa e la Resilienza (PNRR),  per la successiva presentazione alla Commissione europea.  Auspichiamo ovviamente che la nostra analisi e le nostre richieste siano condivise anche dai colleghi delle altre associazioni di categoria.
Perdere questa occasione sarebbe imperdonabile; ci pare il solo modo per recuperare ritardi ultradecennali, che ora potrebbero finalmente essere colmati.