Piano rifiuti della Regione Toscana, occorre fare i conti con la realtà attuale

"Pochi temi sono sensibili nelle stanze di Confindustria Toscana Nord e, ancor di più, nelle imprese dei nostri soci, quanto gli scarti di lavorazione, il loro riutilizzo e, infine, lo smaltimento di ciò che residua dopo aver recuperato tutto il recuperabile. Interessano fortemente entrambe le cose, in primo luogo il recupero, perché nell'economia circolare crediamo fortemente e siamo impegnati a promuovere norme che la favoriscano e la facilitino; del resto nel territorio di Confindustria Toscana Nord vi sono alcuni dei settori più virtuosi da questo punto di vista (a cominciare, per entità di volumi, da cartario e tessile), e ad esempio - fra i tanti aspetti che potrei citare - l'associazione è socia di realtà esemplari per il riciclo idrico come Aquapur, Gida e Consorzio del Torrente Pescia.

Ma anche l'ultimo anello del ciclo, quello dello smaltimento dei rifiuti, è fondamentale per le aziende: che vi siano scarti non riutilizzabili è inevitabile. Tanto inevitabile che il caso è previsto anche nei principi dell'economia circolare, che indicano nella valorizzazione energetica la via per chiudere il ciclo quando, appunto, non si possa non generare rifiuti.

E' a questi principi che negli anni si è richiamata l'attività della nostra Commissione sostenibilità, che ha in Fabia Romagnoli, come delegata della Presidenza per questo tema, un riferimento competente e attento.
Sullo smaltimento dei rifiuti è cruciale che vi sia sintonia fra le politiche della Regione Toscana e le esigenze delle aziende. Siamo consapevoli che i rifiuti generati dall'industria debbano essere gestiti a carico dell'industria stessa, ma questo non significa che la Regione non abbia alcun ruolo in questo processo. Citavo prima i principi dell'economia circolare: ebbene, quegli stessi principi parlano di smaltimento non in qualsiasi luogo ma in impianti di prossimità, per noi quindi il territorio toscano. Il che significa anche autorizzazioni che transitano dalla Regione Toscana.

E' stato annunciato l'avvio dei lavori per il nuovo piano rifiuti regionale, da chiudere in 12 mesi. Per i tempi aziendali è tanto tempo, ma se davvero fra un anno avessimo un piano rifiuti soddisfacente sarebbe ben speso. Il nostro auspicio è che il piano rifiuti sia il migliore e più efficace possibile e per parte nostra ribadisco quanto già assicurato da Romagnoli: crediamo nel dialogo con le istituzioni e siamo determinati a contribuire col massimo impegno al lavoro dei tavoli settoriali istituiti dalla Regione.

L'orientamento della Regione, tuttavia, sembra essere per il no ai termovalorizzatori. Messaggi di chiusura totale verso la termovalorizzazione - presente nelle aree europee più attente all'ambiente e nelle regioni italiane più avanzate - prima ancora dell'avvio dei lavori per il piano rifiuti non sono un buon viatico per i tavoli che ci coinvolgono: le imprese chiamate a portare il loro contributo ne risultano spiazzate e scoraggiate. Tutti noi speriamo che in futuro esistano tecnologie che consentano di recuperare di più, di ridurre ulteriormente il volume dei rifiuti e di smaltirli con ancora maggiore efficienza di quanto non faccia la già virtuosa termovalorizzazione. Fino ad allora, però, le aziende tutti i giorni devono fare i conti con lo smaltimento dei propri rifiuti nelle condizioni date oggi. Siamo certi che potrà a breve avere inizio un percorso di confronto proficuo con l'amministrazione regionale."

Giulio Grossi, presidente di Confindustria Toscana Nord