Pistoia un mosaico di attività manifatturiere

La provincia è suddividibile in tre zone economicamente distinguibili che sono Valdinievole, Pistoia con la piana, la montagna pistoiese.

In Valdinievole è presente un’area di produzione cartaria che risale ai primordi dell’industria che attualmente rappresenta la periferia del distretto cartario di Capannori-Lucca.

L’industria della calzatura nasce qui da tradizioni artigianali e si sviluppa nel dopoguerra fino a presentare negli ani ’70 i connotati di distretto industriale. L’evoluzione degli assetti competitivi internazionali negli anni 2000 ha cambiato le condizioni di presenza sui mercati internazionali e, come conseguenza, quello che era un orientamento diffuso si è trasformato in una presenza più strutturata da parte di alcune aziende, resa possibile da una attenzione crescente alle problematiche della qualità. Per altro verso, altre aziende sono state attirate in filiere produttive estese al di fuori dei confini provinciali (Firenze ed Arezzo). Troviamo poi aziende attive in settori diversi sono riconducibile a una costellazione piuttosto variegata di “prodotti per la casa” (vetro, illuminazione, articoli in plastica, spazzole e pennelli).

Procedendo dalla Valdinievole in direzione di Pistoia troviamo il Montalbano, “le colline di Leonardo”, un paesaggio caratteristico e rappresentativo della Toscana nel mondo che accoglie aziende della trasformazione alimentare. Il settore, sulla scia di un’attenzione alla qualità e sensibilità particolare per i prodotti tipici e tradizionali, si è evoluto di recente in aziende che presentano un consistente orientamento all’export.

A Pistoia e nella piana, la produzione di biancheria per la casa rappresenta un caso tipico di metodi industriali innestati su tradizioni artigianali, in un’area compresa fra le pendici del Montalbano e Quarrata, che è però soprattutto conosciuta come “città del mobile”. La produzione di mobili è cresciuta sulla base del modello distrettuale attorno ad un nucleo di aziende più strutturate, il cui prodotto più riconoscibile è rappresentato dall’arredo per salotto - poltrone e divani. Il mobile pistoiese resta un prodotto prevalentemente destinato all’esportazione.

Una storia a parte riguarda i treni dell’azienda pistoiese storica “Breda”, le cui vicende si sono intrecciate in modo indissolubile con quelle del capoluogo ed hanno segnato la storia della provincia. Dopo la liquidazione dell’Efim, la collocazione in Finmeccanica e quindi la cessione a Hitachi, lo stabilimento pistoiese resta il centro di un “sistema veicolo” formato da strutture e competenze presenti non soltanto a Pistoia, ma anche nel resto della Toscana. Oltre ai treni dell’Hitachi (ex Ansaldobreda) e al suo indotto, tutto il territorio pistoiese è caratterizzato dalle produzioni dell’elettromeccanica, in attività molto diverse ma con una vocazione rappresentata dalla produzione di macchine per settori caratteristici dell’industria come la carta, il tessile, le calzature e soprattutto il settore alimentare.

Il “tessile” e la “maglieria” della piana pistoiese sono sviluppate essenzialmente alla periferia del distretto pratese. Con la rarefazione delle attività del tessile, che è proseguita in pratica senza soluzione di continuità nel corso degli ultimi 20 anni, la struttura produttiva dei comuni pistoiesi presenta una connotazione molto meno accentuata e una maggiore varietà di attività produttive, oltre che il consueto incremento dell’incidenza delle attività terziarie.

Le attività metallurgiche sulla montagna pistoiese presentano radici storiche: la localizzazione rifletteva in certi casi tradizioni e itinerari che risalgono addirittura al Medioevo, sviluppate in modo importante durante il Rinascimento. La chiusura dello stabilimento dell’Europa Metalli è stata accompagnata dalla forte rarefazione delle altre attività metallurgiche e meccanica, che rappresentano tuttavia un tratto ancora riconoscibile della zona.